Il mostro di Roma
Le vittime, l'uomo ingiustamente accusato, il poliziotto convinto della sua innocenza: i personaggi ci sono quasi tutti.
Manca solo il colpevole.
Roma, a partire dal 1924, fu sconvolta da una serie di tragici fatti di cronaca che videro coinvolte sette bambine.
E quattro di loro furono uccise.
La prima a trovare la morte, a giugno del 1924, fu Bianca Carlieri, di 3 anni.
Nel mese di novembre dello stesso anno toccò a Rosina Pelli, di 2 anni.
A maggio del 1925 la sorte colpì Elsa Berni, di 6 anni.
Nel 1927 fu la volta di Armanda Leonardi, anche lei di 6 anni... l'ultima vittima.
A questa immane tragedia si aggiunse il dramma vissuto da Gino Girolimoni, ingiustamente accusato di essere il "mostro di Roma".
Dopo 11 mesi trascorsi in carcere fu prosciolto dall'accusa, ma la stampa ricevette l'ordine di non dare risalto alla notizia.
La vita di Girolimoni restò segnata per sempre... non riuscì più a lavorare, perse tutto ciò che aveva, e morì in povertà.
Al suo funerale i suoi pochi amici, tra i quali il poliziotto, Giuseppe Dosi, colui che aveva creduto nella sua innocenza, e che per la sua ostinazione nella ricerca della verità, subì l'arresto, la reclusione in carcere, e il successivo internamento in un manicomio criminale per 17 mesi.
Dosì successivamente diventò famoso anche per aver contribuito alla nascita di Interpol.
Le spoglie di Girolimoni, a differenza di quelle delle quattro bimbe, non riposano più in una tomba, ma sono state disperse nell'ossario comune. La foto a lui riferita mostra una targa in marmo apposta da una donna romana, rimasta colpita dalle sue vicissitudini.
I riferimenti sul luogo di sepoltura sono disponibili nella sezione Elenco Alfabetico.
Bianca Carlieri
Rosa Pelli (Rosina Pelli)
Elsa Berni
Armanda Leonardi
Gino Girolimoni
Giuseppe Dosi
Giuseppe Dosi